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Mind The Gap a INTERNO TRE dal 20/10 al 25/11

La frase "Mind the gap" fu coniata intorno al 1968 allorché i guidatori della metro di Londra e gli assistenti nelle stazioni iniziarono ad essere stanchi di dover avvertire frequentemente i passeggeri dello spazio presente tra il treno e la banchina.

La rappresentazione della Righetti sarebbe piaciuta molto trasversalmente a Philip Sayer, morto all'età di 62 anni lo scorso Aprile 2016. E' stato presentatore della Bbc, ma è diventato famoso per la sua voce. Una sola frase registrata che accompagna i passeggeri nella metropolitana di Londra. "Mind the gap between the train and the platform", ovvero "Attenti al vuoto tra il treno e la banchina". Le tre parole "Mind the gap" sono diventate icona di Londra e sono state stampate su magliette e gadget.

Philip Sayer non avrebbe trovato metafora migliore che questa esposizione rispetto al suo monito, e ne avrebbe senza dubbio proposto una campagna pubblicitaria per le metropolitane del mondo.

L’interpretazione del buco nero è tema anche del noto scienziato Stephen Hawking: (…) L’orizzonte degli eventi, la regione di confine dello spazio – tempo da cui non è possibile evadere, agisce un po’ come una membrana unidirezionale attorno al buco nero: qualche oggetto, come astronauti imprudenti, potrebbe cadere attraverso l’orizzonte degli eventi nel buco nero, ma nulla potrebbe mai valicare lo stesso confine in uscita dal buco nero. (Si ricordi che l’orizzonte degli eventi è il percorso nello spazio – tempo della luce, che cerca invano di evadere dal buco nero. Nulla può viaggiare  più veloce della luce). Si potrebbero ben dire dell’orizzonte degli eventi le parole che Dante vide scritte sopra la porta dell’Inferno: « Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate.» (I, 3, 3). Qualunque cosa o chiunque cadesse attraverso l’orizzonte degli eventi raggiungerebbe ben presto la regione di densità infinita e la fine del tempo. (…)”.

Gli astronauti e lo stesso sommo Dante si troverebbero coinvolti dai rigogliosi percorsi dei fili di Righetti per esserne colti di sorpresa e stravolti nell’attesa di quest’idea della vulva artefatta, “manufatta” e stupefatta di queste sue trasformazioni artistico creative tessute in continuità.

Le opere danno un senso di non finito, il loro valore formale è dato dalla materia, dalla sua energia tattile, dai suoi orditi e arditi intrecci che si alimentano uno dopo l’altro raggiungendo percorsi anonimi e pensieri autentici di protezione, di calore.

Le dimensioni variano senza un limite in quanto la loro densità è nella sorpresa di ciò che rappresentano e così il tema tanto noto di “l’origine du monde” del 1866 di Gustave Courbet viene portato da Luciana Righetti in una nuova attesa, figlia di una artigianalità lenta, femminile, che instaura nell'osservatore una attenta curiosità percettiva. Non le si vuole solo osservare ma toccare, quasi ascoltare, aspettandosi una rivelazione di fronte a questi calorosi, morbidi piccoli grandi vuoti interrogativi.

L’infinita parabola dell’arte ha così, nell’emblema degli emblemi (la vulva femminile) dipinta con questi rigorosi intrecci, ma liberi da ogni critica iconologica e iconografica, il suo dolce caldo riposo.

 

Marco Mango

Mind The Gap

 

 

Mind The Gap

tessiture di Luciana Righetti

dal 22/10 al 26/11 2017

Interno TRE

Via Blasmatorti 1c

Reggio Emilia

per info 326 2013333

Mind The Gap

tessiture di Luciana Righetti

dal 2 al 24/12 2017

My Christmas Venice

Palazzo Zenobio

Dorsoduro 2596, Venezia

www.mychristmasvenice.com

© 2015 by Luciana Righetti/ Proudly created with Wix.com

 

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